Patenti C e CE: cosa serve per lavorare nel trasporto merci
Chi punta a lavorare come autista di camion arriva allo sportello con le idee poco chiare tra C, CE e CQC. Proviamo a metterle in ordine.
Chi si presenta per la patente C di solito ha già in testa un lavoro preciso: guidare un camion, magari perché gliel’hanno proposto o perché lo fa già un familiare. La C abilita alla guida di veicoli rigidi sopra un certo peso, quelli senza rimorchio staccabile: già di per sé apre parecchie porte nel trasporto merci locale.
La CE è un gradino oltre: aggiunge l’abilitazione al traino di rimorchi pesanti, quindi i complessi articolati che si vedono percorrere le lunghe distanze in autostrada. Per accedere a queste categorie serve già avere la patente B, un’età minima e requisiti fisici più stringenti rispetto a un’auto, verificati con una visita medica specifica che va oltre il controllo standard di vista e udito.
C’è poi un pezzo che spesso si scopre solo dopo aver preso la patente, e cioè che per guidare professionalmente e farsi pagare per farlo serve anche la CQC merci, la carta di qualificazione del conducente. È un requisito distinto dalla patente, pensato per chi il camion lo guida per lavoro e non per hobby, e ha un suo percorso formativo a parte.
In sede seguiamo sia la parte di teoria specifica per i veicoli pesanti sia le guide pratiche, che qui richiedono più ore rispetto alla B semplicemente perché il mezzo si comporta in modo diverso, soprattutto in manovra. Se stai valutando questo percorso per lavoro, vieni a parlarne con noi: i requisiti esatti per il tuo caso te li spieghiamo allo sportello, in base a che categoria hai già in mano.
Per la qualificazione e le abilitazioni collegate vedi le pagine CQC merci e persone, CFP e ADR e Albo autotrasportatori.
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